Lacrime nella pioggia
A Bologna hanno aggredito un ragazzo, colpevole di avere un look troppo comunista. Mascella e altre ossa rotte. Mi fa impressione l’escalation di aggressioni nazifasciste che sta avvenendo nell’ultimo periodo, mi sembra di essere tornato indietro di una quindicina d’anni, quando a Milano dovevi stare attento a dove circolavi perché, per esempio in zona Ticinese, i naziskin (o bonehead) avevano l’abitudine di spaccare teste ai “cinesi”. Una notte un piccolo gruppo di loro arrivò sino al portone del Leoncavallo e accoltellò il mio amico Andrea al fegato. Una settimana dopo tutti i circoli degli skin di Milano furono devastati, gruppo di skin pestati e presi a sprangate, auto e moto di loro proprietà incendiate. Chiunque lo fece, non ho la minima idea di chi fu signor giudice, aveva deciso che la polizia non lo avrebbe protetto, e decise di agire in prima persona, illegalmente, violentemente. Per parecchi anni, dopo, dei naziskin non si sentì più parlare. Ora, se le istituzioni continueranno a a ignorare o minimizzare il problema di questi signori con le svastiche tatuate, che magari li hanno pure votati in massa, si tornerà al sangue nelle strade e alle fiamme. La mia è una previsione, non una minaccia o un’istigazione a delinquere. Questo lo aggiungo per non essere frainteso. Tutte le comunità si autotutelano, anche in modi estremi, quando non si sentono protette dalle istituzioni. E i risultati sono spesso devastanti.
Ad esempio alla Diaz a Genova hanno messo all’ingresso un test di intelligenza, così la polizia non può più entrare.
Non sarebbe bastato un cartello “Vietato l’ingresso alla Polizia”?
Hai voglia poi ad aspettare che arrivassero i Carabinieri…
Tanto per farci capire che la musica è a pagamento...
Avete notato che con iTunes 8, andando nel sommario del nostro iPod, la parte libera dell’iPod stesso è segnalata come “Gratis”?
Un evidente slancio verso il futuro…
Wassup 2008 (via 60frames)
Non male, non male…
Adesso io m’incazzo… Gioco a baseball dal 1989 e se c’è una cosa veramente complicata è riuscire a reperire il materiale (di solito dobbiamo farcelo spedire dagli USA, ma il costo di una singola mazza, in questo caso, si aggira sui 60-70€). IO VOGLIO SAPERE DOVE TROVANO LE MAZZE TUTTI ‘STI VIOLENTI!!!Purtroppo se ne trovano di scadenti da Decathlon, che si rende così complice…
Va bene la smetto.
Anche se non si vedrà mai scritto “picchiato con una palla da beach volley”.
La smetto, la smetto.
Le palle da beach sono più facili da trovare, si vede…
E’ probabile che in Italia si aggiri un gruppo di facinorosi feticisti delle attrezzature sportive difficili da trovare…
Adesso io m’incazzo… Gioco a baseball dal 1989 e se c’è una cosa veramente complicata è riuscire a reperire il materiale (di solito dobbiamo farcelo spedire dagli USA, ma il costo di una singola mazza, in questo caso, si aggira sui 60-70€). IO VOGLIO SAPERE DOVE TROVANO LE MAZZE TUTTI ‘STI VIOLENTI!!!
I can’t wait to addormentarmi…
Segnalo che anche il MOMA di New York ha una guida (+audiogiuda) dedicata all’iPod/iPhone.
E’ molto comoda, ma secondo me decisamente raffinabile nei contenuti.
No hitter
Carlos Zambrano dei Cubs ha appena chiuso una partita no-hitter, prima volta per i Cubs dal 1972.
Quest’anno potrebbe essere quello buono, per i Cuccioli. Sarebbe la prima volta dal 1912.
Alla scoperta dell'America
Oggi ho capito perché i New York Yankees stanno per abbattere lo Yankee Stadium per costruirne uno nuovo: sono stato al Nationals Park di Washington. Stadio aperto quest’anno, pieno di spazio per camminare, un bel corridoio ampio per i negozi e posti comodi e raggiungibili… Senza parlare poi dei vari tabelloni e della fruizione totale dello spettacolo.
Insomma: Fenway Park e lo Yankee Stadium, pur essendo autentiche cattedrali, sono delle vere e proprie prigioni, in confronto al Nationals Park.
Selling Baseball to a Board Game Company (Bob Newhart)
Alla National Baseball Hall of Fame di Cooperstown, NY ho scoperto il vero motivo per cui gli europei non capiscono il baseball: hanno lo stesso approccio della compagnia di giochi in scatola…
Appunti di viaggio (impressioni)
Siamo a Washington. Bella città. A tratti molto somigliante a Parigi (ci credo, l’ha disegnata un Francese). I monumenti sono tutti interessanti e gratuiti. In precedenza siamo stati a Boston (molto bella, anche se un po’ troppo bianchi-oriented), New York (una città creata per mettere ansia) e Philadelphia (che ha un centro piccolissimo e una quantità di homeless troppo alta rispetto a NY per non far pensare che a NY, in qualche modo, li nascondano).
Uno dei miti che ho sfatato è quello della guida: qui, a parte il fatto che sono più ordinati, non rispettano i limiti tanto quanto noi. Forse la presenza di un mucchio di pattuglie per strada fa sì che sia più complicato fare tamarrate, ma il limite è più un consiglio che un divieto esattamente come da noi.
C’è anche da parlare sulla qualità degli alberghi spostandosi di città in città: escludendo Boston (dove abbiamo fatto gli sboroni, e l’albergo - Hotel Marlowe - era fighissimo), ad Albany abbiamo trovato (per puro caso) un fantastico albergo chiamato The Century House, a NY (Bentley Hotel) abbiamo notato la tendenza a darti il minimo indispensabile, a Philadelphia (Hampton Inn) abbiamo trovato un bell’albergo relativamente poco costoso e molto ben dotato grazie ai mitici coupon che si trovano in autostrada (una sorta di moderna manna dal cielo), a Baltimore siamo andati al risparmio con i Quality Inn (consigliati solo in caso di emergenza: sono cari e di scarsa qualità). Infine a Washington ci siamo affidati a un hotel del centro: l’Harrington. Prezzi da centro e qualità da periferia. Però siamo proprio a quattro passi dall’obelisco e ora come ora è proprio una comodità.
Insomma, per ora ci stiamo divertendo. Gli americani sono strani, ma credo dipenda dal fatto che viaggiano su standard differenti. Però, come studio socio-antropologico, è interessante osservarli nel loro ambiente naturale…
Vedremo se, andando a sud, la situazione cambierà, e come.
Parcheggi
Tutti mi avevano parlato di quanto fosse facile guidare negli Stati Uniti col cambio automatico, ma nessuno mi aveva mai parlato di quanto fosse difficile trovare parcheggio… e siamo a Boston. Mi immagino che se dovessi attraversare New York con l’auto probabilmente finirei in una rissa in tempo zero…
